)*(Stazione Celeste)

Trasmissioni Stellari

 
Introduzione
di Ken Carey
 

Fu durante un periodo freddo e nevoso di undici giorni, dal 27 dicembre 1978 al 6 gennaio 1979, che tutto questo materiale è stato ricevuto. Mi sono preso la libertà di togliere le ripetizioni e di ordinarlo in forma di capitoli, ma a parte questo, lo condivido con voi così come mi fu presentato la prima volta.

Negli anni che sono passati da quegli undici giorni d’inverno, in cui il mio piccolo ufficio di tre per quattro metri sembrava letteralmente pulsare al ritmo di qualche intelligenza aliena, e tuttavia tormentosamente familiare, ho pensato innumerevoli volte di pubblicarlo. Ma la mia vita è stata talmente saturata dallo slancio prodotto da un tale incredibile cambiamento che non sono stato capace, fino a questo momento, di prendere sul serio un simile proposito. Posso testimoniare con sicurezza la verità di quanto è dichiarato in queste trasmissioni: la propria vita comincia a cambiare veramente quando si decide di lavorare con le forze che ci circondano e ci permeano.

Spero che il significato di questo materiale non vada perduto, per taluni lettori, a causa della riluttanza ad accettare le sue origini. Indipendentemente dalle proprie opinioni sulla plausibilità dei contatti con extraterrestri o con angeli, va fatto notare che il semplice atto di strutturare le informazioni in questo modo, apre delle possibilità comunicative virtualmente inesistenti nella maniera tradizionale. La maggior parte di quanto è contenuto in queste pagine difficilmente potrebbe prestarsi ad altre, più tradizionali, modalità di comunicazione.

I messaggi sono venuti dapprima in forma non-verbale, attraverso onde, o pulsazioni, che recavano con sé il conciso contenuto simbolico di quanto io definisco ‘informazione meta-concettuale’. Automaticamente, così sembrava, essi venivano trasferiti nelle parole o nelle frasi della lingua inglese, che vi si avvicinavano con maggior approssimazione. Mi sembrava quasi come cavalcare, per così dire, le fluttuazioni di tali comunicazioni non-verbali. Spesso accadeva che l’unico sistema concettuale umano con una terminologia abbastanza adatta fosse di tipo religioso. Di qui, l’uso occasionale di parole o frasi ‘cristiane’. Non si deve assumere però, che queste implichino sempre il tipico assortimento di significati che vengono generalmente associati ad esse. Spesso, la realtà meta-concettuale che sogliono rappresentare, va sostanzialmente al di là del significato suggerito dal loro uso contemporaneo.

Sembra che le comunicazioni presentate in questo libro siano state trasmesse neurobiologicamente. Nel momento in cui entravo in contatto con queste intelligenze spaziali, i nostri campi biogravitazionali sembravano fondersi, le nostre coscienze mescolarsi, e sembrava che il mio sistema nervoso divenisse loro accessibile come canale di comunicazione. Durante i nostri incontri io percepivo la realtà non soltanto attraverso il mio personale meccanismo percettivo, ma anche tramite i loro. La sintesi che ne risultava rese possibile esprimere in linguaggio umano in modo abbastanza preciso la consapevolezza che esse recavano.

Nel corso del mio lavoro con queste creature, compresi che erano focalizzazioni di varie prospettive essenziali. A volte le consideravo creature extraterrestri, altre volte, angeliche. Occasionalmente, ho pensato a queste entità come a cellule di coscienza all’interno di un organismo galattico di un qualche tipo. Verso la fine delle trasmissioni, emergono altre e più mitiche prospettive, circa le quali non farò alcun commento. Ma qualunque sia il termine con cui scegliamo di definire queste entità, esse ci hanno inviati questi messaggi non per darci informazioni su se stesse, ma per aiutarci a comprendere qual è il nostro scopo su questo terzo pianeta della stella che chiamiamo Sole.


Tratto da
Ken Carey
"Trasmissioni Stellari"
Un messaggio per il Pianeta Terra"
Edizioni Crisalide

 

 

 

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