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)*(Stazione Celeste)

 

 

I Portatori di Presenza

canalizzati da Paola Borgini

 

 

  

 

 

Mercoledì 18 gennaio 2017


Lo stress della consapevolezza

[clicca e ascolta la registrazione integrale della sessione di channeling]

 

 

Perché la consapevolezza nelle nostre scelte quotidiane, invece di farci sentire più liberi, spesso genera all’interno di noi continue situazioni di stress?

 

Questa è una domanda che va affrontata con determinazione e sicurezza; questa è una domanda che va affrontata senza avere dubbi; è una domanda che va affrontata – e qui "affrontare" è il verbo esatto – per spiegarvi, amati fratelli, come occorre porsi di fronte a questa difficoltà della vostra vita.

Vedete amati fratelli, continuamente voi vi ponete in una posizione di polarità: siete cattolici o non lo siete; tifate per una squadra piuttosto che un’altra; siete carnivori o vegetariani; siete alti o bassi; siete istruiti o siete ignoranti; siete belli o siete brutti… E adesso la polarità più forte che abbia mai attraversato il genere umano – addirittura più forte della polarità primitiva e cioè la differenza tra un uomo e una donna – è tra coloro che dicono di fare un percorso di consapevolezza e coloro che invece rimangono legati a vecchi schemi.

Automaticamente voi potreste pensare: “Se faccio un percorso di consapevolezza divento un Buddha, divento un uomo libero, divento un uomo quantico…”, un uomo cioè capace di trasportarsi immediatamente e con successo solamente in situazioni piacevoli e scelte da lui in quanto creatore della propria realtà… E allora, in questa polarità – tra coloro che dicono di fare un percorso di risveglio e coloro che invece rimangono ingabbiati in vecchi schemi –  l’uomo sta scivolando – e noi aggiungeremo –pericolosamente, ogni momento di più.

È un fatto storico, siete già scivolati, come umanità, in situazioni come questa e cioè del mondo che si divide in differenti movimenti di pensiero. Perché vedete, amati fratelli, la vita è una, la realtà è una, la verità è una;  è il vostro pensiero che frammenta, ancora una volta, tutto questo.

Quando voi vi sentite confusi nelle vostre scelte – anche scelte che possono sembrare ridicole viste dall’esterno e cioè: “È giusto per me mangiare questo alimento che mi fa del male, perché ho letto che mi fa del male, ma mi piace tanto e allora che cosa devo fare?”, oppure; “È giusto per me sfogliare una rivista con immagini pornografiche perché questo fa male alla mia moralità, però da un certo punto di vista alletta i miei sensi?” – voi cedete il vostro potere, e cedete il vostro potere ogni volta che vi fate prendere dal dubbio. E infatti qui "affrontare" è il termine esatto perché occorre tirare fuori il vostro Potere! Il vostro potere, amati fratelli, quello con l’iniziale maiuscola, quello che non vi fa andare gli uni contro gli altri e risiede nell’amorevole cuore di cui, tutti quanti, indistintamente, siete dotati.

Non è la voce della consapevolezza quella da ascoltare qui. Non è la voce della consapevolezza, così come la chiamate voi e cioè come un qualche cosa che ancora una volta vi sovrasta dall’esterno, come è un partito politico, come è una fede religiosa… è tutta esattamente la medesima cosa, solamente etichettata in maniera diversa.  Non è la voce della consapevolezza ma è la voce del vostro cuore.

Voi potreste dire: “Ma io non riesco ad ascoltarlo il mio cuore, non so da che parte vuole andare!” E poi una volta per tutte: “Che cosa significa ascoltare il mio cuore?” Siete qui per fare esperienza e fare esperienza significa anche questo: attraversare il variegato deserto dove siete bombardati da stimoli esterni. Soffermatevi su questa nostra frase perché questa nostra frase è la chiave di volta che risponde a questa vostra sentita domanda.

Prima di tutto, quando date ascolto all’esterno – e non al Maestro, lo scienziato, l’uomo amorevole, la scintilla divina che siete – prima di tutto voi camminate in quello che è un variegato deserto.

Il nostro canale in questo momento sta ricevendo l’input di un’immagine, l’immagine è quella di un uomo che si trascina, camminando, non cammina spedito, si trascina un passo dopo l’altro, in una zona desertica il cui suolo è formato nemmeno da sabbia fluida che scorre tra le vostre dita e che crea forme, ma da zolle di terra spaccata che da eoni ed eoni di tempo non ricevono più l’acqua che le nutre e le fa tornare alla vita. E non solamente è un arido e infuocato deserto dove il sole non nutre la luce che siete – ma brucia le vostre potenzialità – ma è variegato. Voi siete la goccia che sta accanto ad altre n/infinite gocce in un oceano che non ha inizio e non conoscerà mai la fine, ed è variegato.

Basta che uno di voi beva una tazzina di caffè e dica: “Questo caffè mi fa male…” e poi lo dica a un altro di voi e a un altro di voi, e raggiunge quella voce un piccolo quorum, non ne basta tanto, non occorre essere milioni e milioni. Basta una manciata di voi che affermano a gran voce: “Il caffè è un veleno per l’uomo…” Ed ecco che, come larve affamate, alcuni di voi si buttano su questa affermazione e la usano in maniera scientifica dicendo: “il caffè fa male e se tu lo bevi avrai problemi di cuore…” Poi arriva uno di voi che assaggia una tazzina di caffè e per il suo corpo quella tazzina di caffè è benefica, lo fa sentire meglio, gli da un po’ di scossa e allora dice: “No amati fratelli, in realtà questa tazzina di caffè non è veleno per il mio corpo, mi fa stare meglio, mi tiene sveglio, mi tiene attento…” e così dicendo lo racconta a un altro fratello che sì, in effetti riconosce gli effetti benefici di una tazzina di caffè, e poi a un altro fratello e a un altro fratello… ed ecco che il caffè benefico raggiunge un piccolo quorum, una manciata di voi, anche qui non ne servono milioni, ma siete già una manciata che si contrappone a un’altra manciata.

Perché colui che considera negativo l’effetto del caffè sul vostro corpo non dice “Il mio corpo”,  dice: “Il tuo corpo e... il tuo corpo e... il tuo corpo…" E così quello che è il suo corpo, la sua esperienza, le sue cellule organizzate in una determinata e precisa architettura come per magia diventa il corpo di tutti. E così vi frapponete e generate confusione.

Abbiamo usato l’esempio del caffè, ma potremmo usare, per esempio, qualche cosa che non osate tirare fuori, ma che viaggia tra di voi a una velocità incredibile ed è la marijuana, proibita, una droga, che fa male, che provoca dipendenza e, da un certo punto di vista, è anche vero, ma mettetevi la mano sul cuore: quanti di voi possono veramente dire di non avere nessun tipo di dipendenza?

Parliamo quindi della marijuana, questa sostanza che arriva da una pianta e che voi fumate per sentirvi meglio, per sentirvi leggeri, per sentirvi bene e il fratello che ha iniziato una volta lo dice a un altro fratello e a un altro fratello e a un altro fratello che raggiungono il quorum; ed ecco, la marijuana diventa una sostanza che alleggerisce l’uomo dalla fisicità; perché poi, credeteci, altro non si tratta che di quello, si tratta di pesantezza del vostro radicamento; perché colui che è radicato in ciò che è, non solo non ha bisogno di sentirsi leggero, ma desidera sentirsi pesantemente radicato in questa esperienza. E qui non c’è giudizio, cioè noi non stiamo dicendo che la marijuana è negativa.

E poi arriva un altro fratello che vede questa sostanza dall’esterno minacciosa, che entra dentro di lui, sale lungo i suoi polmoni e libera parti di sé che non vuole liberare assolutamente; e allora dice: “No, questa sostanza è da proibire, è sbagliata, è negativa, è quanto di peggio ci possa essere – ad esempio – sul percorso di un giovane.”, e lo dice a un fratello e a un altro fratello e raggiungono il quorum ed ecco nuovamente l’umanità si spacca e così facendo si trascina, stancamente, in quell’infuocato deserto dove voi siete bombardai dall’esterno. Perché se voi volete fare uso di marijuana per sentirvi leggeri siete nel vostro assoluto e pieno diritto; perché se voi volete bervi una tazzina di caffè per svegliarvi e non addormentarvi sulla scrivania, voi siete nel vostro assoluto e pieno diritto. Così come siete nel vostro assoluto pieno diritto dire: “No, non fumo marijuana perché non è benefica per me.”, No, io non bevo caffè perché il caffè per me è una sostanza che danneggia le cellule del mio corpo così come sono organizzate nella mia architettura.

E allora cosa significa tutto questo? Significa sapere in primo luogo che voi siete auto-conoscenza.

Noi abbiamo iniziato così questi incontri con voi, con l’affermare che siete un raggio di luce che è auto-conoscenza e auto-guarigione. Partite di li, ma partite proprio da questa affermazione, quando il brusio della voce che disturba il vostro operare, che sia una voce esterna o interna , è esattamente la medesima cosa. Cominciate di li e dite:

Io sono dotato di auto-conoscenza! Nemmeno Io sono Verbo, nemmeno Io sono la Grande Presenza Io sono, no! Ma: Io sono Paola e sono dotata di auto-conoscenza! Io sono Giovanna e sono dotata di auto-conoscenza! Io sono Pietro e sono Marco eccetera…  e sono dotato di auto-conoscenza!

Perché così facendo voi portate il vostro radicamento non a livello di un gregge, no!Ma al livello della vostra individualità così come deve essere in quello che si chiama Territorio Comune.

Ora voi dove volete stare? Volete stare in un percorso di risveglio? Volete stare in un percorso di vecchi schemi, sapendo che questo vi fa trascinare stancamente in quell’arido deserto dove il suolo sono zolle spaccate da mancato nutrimento? E questo accade da eoni ed eoni di tempo.

Non potete, amati fratelli, suvvia siate pratici e concreti, non potete cancellare la polarità, ma la potete vivere in una condizione di Verità, scritta con l'iniziale maiuscola.

Non potete cancellare la polarità, siete un uomo con un sesso maschile, siete una donna con un sesso femminile; e anche se i Maestri spirituali vi continuano a ripetere che il mondo è un’illusione, voi lo percepite come realtà materiale, e non solo, vi fate sormontare da quella realtà materiale, quella realtà materiale diventa la vostra guida divina e spesso confondete quelle che sono le vostre voci intuitive interne – quella che è la vostra Guida interiore, il vostro sé, la vostra Unità – con voci che provengono dall’esterno.

E allora se desiderate farvi una canna, vi nascondete dietro un cespuglio e non osate farla davanti a tutti; ma poi il profumo di quella canna si propaga nell’aria e… “Oh, come è dolce il profumo di quella sostanza…” che per un attimo vi fa sentire più leggeri; oppure; “Oh, come è fastidioso questo rancido odore di qualche cosa che dall’esterno vuol prendere il comando su di me!...”.

Capite amati fratelli? Spesso vi abbiamo detto che questo conflitto tra scienza e spiritualità è ciò che causa tanti danni nelle vostre vite. Gli argomenti sono o argomenti sui quali solamente l’autorità spirituale, ahimè religiosa, può dire la sua: la vita dopo la morte, il bene e il male, la moralità… addirittura vi siete inventati il peccato originale! E poi ci sono argomenti che possono essere discussi solamente dalle vostre autorità scientifiche, quelle che hanno l’etichetta di medico sul cuore al posto del vostro sentire e che allora affermano ciò che fa bene o non fa bene per il vostro organismo.

Certamente come esseri umani, dotati degli organi di cui siete dotati, se vi bevete dieci litri di caffè nell’arco di dodici ore, è probabile che abbiate delle serie conseguenze sul vostro sistema fisico perché siete fatti tutti più o meno con la stessa forma, ma vedete amati fratelli le vostre cellule internamente sono organizzate in un’architettura che è unica… non c’è nessun’altro, nessuno,  che sia come voi; e se anche voi prendeste una vostra cellula e la faceste riprodurre in laboratorio, se foste così bravi da dare vita a un vostro gemello, sarebbe sempre il figlio di voi stessi e mai un vostro clone.

Fate pace dentro di voi tra la vostra religiosa autorità giudicante che avete e il vostro rigoroso principio scientifico che avete. Se volete che avvenga la pace nel mondo fate pace all’interno di voi, tra queste due parti così predominanti nella vostra vita.

Ve le siete portate dietro dai vecchi schemi, avete dato un nuovo nome, nuovi argomenti di conversazione, un nuovo linguaggio, nuovi strumenti di comprensione. Sì, e questo è sicuramente un passo in avanti, ma ora occorre lasciare andare questo vizio di forma che avete e riconoscere che siete dotati di auto-conoscenza; e se vi va di bere una tazzina di caffè perché ne sentite il desiderio lo potete fare, non morirete per questo, così come non morirete per esservi fumati della marijuana. Ma morirete – e qui intendiamo proprio morire nell’anima e non lasciare il corpo – se non riuscirete ad amarvi e ad ascoltarvi.

Se siete confusi, amati fratelli, e al mattino non sapete se bere la spremuta o bervi una tazzina di caffè ditevelo: Io sono auto-conoscenza!

Ma non solo Io sono auto-conoscenza, aggiungete a quell’Io sono il vostro nome e cognome:

Io sono (nome e cognome) e sono dotato di auto-conoscenza!

Così finalmente tirerete fuori… e qui il nostro canale sta esitando, ma noi le chiediamo di farsi da parte con il suo mentale e di lasciarci parlare, attraverso la nostra capacità di portare la Verità.

Se voi usate questa frase voi tirate fuori il Cristo che è in voi. Ma nemmeno il Cristo, perché voi adesso identificate il Cristo con un uomo che sta inchiodato a una croce con una corona di spine e il costato ferito e sanguinante. Chi vorrebbe tirare fuori quel Cristo?

Tirate fuori invece l’Energia Cristica, quella per la quale quel Cristo è venuto a parlarvi attraverso l’amore e l’esempio di ciò che è.

È la vostra Energia Cristica che smette di nutrire la polarità tra i vostri giudici interiori. E la polarità che nutrite tra i vostri giudici interiori non avete idea di quanto potente diventa quando la sputate all’esterno, sputando sentenze sugli altri, su quello che è bene o non è bene fare.

Ovviamente ci deve essere un codice etico che è scritto dentro le vostre cellule, in qualunque maniera siano organizzate nella loro individuale architettura. Un codice etico che vi impedisce di tagliare la testa ai vostri fratelli, che vi impedisce di violentare le vostre sorelle, che vi impedisce di violentare i vostri bambini, non rispettandoli e lasciando loro pesanti eredità. Ma questo è l’unico codice etico che come portatori di Energia Cristica dovete nutrire quotidianamente da quando vi alzate a quando andate a dormire.

Perché siete tutti così tanto connessi che quando tagliate una testa ad un vostro fratello voi tagliate una parte di voi, quando violentate una vostra donna o un vostro bambino o anche un vostro essere maschile, voi violentate una parte di voi.

Si parla tanto, ma veramente tanto, di violenza sulla donna in questo periodo storico. Si parla di violenza sulla donna e nascono associazioni per preservare i delicati organi femminili sacri, e va bene così, ma noi che sappiamo leggere nei vostri cuori come portatori di Presenza e sappiamo leggere – diciamo così – sui vostri strati di pensiero che albergano sopra le vostre teste, vi diciamo che vengono mandati continui stimoli affinché nasca dentro l’uomo che è in voi il desiderio di violentare altri fratelli.

Proprio nel momento in cui l’omosessualità viene riconosciuta come un diritto di ognuno, ecco che dall’altra parte nasce la polarità e cioè nasce il bisogno di violentare dei fratelli maschi. E così l’omosessualità viene considerata come una causa di cattive azioni che arrivano da cattivi pensieri.

Ora noi abbiamo risposto per ora alla vostra domanda.

Questi sono i nostri saluti amorevoli e questa è la nostra risposta e questo è il nostro stop.

Stop.*



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