)*(Stazione Celeste)

-L/L Research-

 

Sunday Meditation

 

 

 

 

TRAPPOLE & DISTRAZIONI

Q’uo attraverso Carla L. Rueckert

16 Gennaio 2005

Domanda del Gruppo: Questa settimana, Q’uo, vi chiediamo di sviluppare il concetto delle trappole o delle distrazioni in cui il ricercatore della verità potrebbe imbattersi, quando la ricerca è nuova e se c’è qualsiasi altro tipo di distrazione o trappola che si trovano più tardi sul suo sentiero.

(Canalizza Carla)

Siamo quelli del principio a voi noto come Q’uo, e vi salutiamo nell’amore e nella luce dell’Uno Infinito Creatore, al Cui servizio veniamo a voi oggi. E’ un grande privilegio essere chiamati nel vostro gruppo e siamo molto felici di parlarvi delle trappole e delle distrazioni che si possono trovare sul sentiero spirituale. Ma, innanzi tutto, vogliamo, come sempre, richiedere in modo specifico ad ognuno di voi di mantenere l’abilità di discernere molto attentamente mentre ascoltate i nostri pensieri, scegliendo solo quei pensieri che sembra siano realmente buoni per voi, con cui desiderate lavorare ulteriormente e scartando immediatamente il resto. In questo modo ci sentiamo fiduciosi che non interferiremo con il vostro libero arbitrio o non disturberemo la sacralità del vostro processo.

Nel chiedere delle trappole e delle distrazioni, di cui è vittima chi sta tentando di seguire un sentiero di spiritualità, fate una domanda piuttosto ampia. Il sentiero spirituale in se stesso è una via di transito meravigliosamente estesa, che conduce ogni essere di terza densità, mentre tenta di camminare fra due mondi, il mondo della realtà prevalente di terza-densità e il mondo interiore che, a volte, sorpassa il mondo esterno per la sua importanza e chiarezza.

La maggior parte delle entità, che non percorre consciamente un sentiero spirituale, rimane confortevolmente nella terza densità e gioisce delle varie immagini ed illusioni che passano davanti agli occhi, come diceva in precedenza colui noto come G. E’ una cosa comoda e familiare passare da immagine ad immagine, quando ci si alza e si trascorre la giornata; seguire l’impiego, seguire il bisogno del corpo per mangiare, rinfrescarsi e per dormire. È una cosa meno agevole, meno familiare e, a volte, incute paura seguire un sentiero spirituale, ed ogni entità intraprende questo sentiero da un luogo vago ed indistinto, prima che il pensiero attraversi la mente: c’era un vero sentiero spirituale. Quindi questo vasto sentiero spirituale è casa per tutti voi. Ogni piede in questa stanza ha calpestato la polvere di quel sentiero e quella polvere è stata calpestata allo stesso modo, da ogni essere umano sul pianeta, in un momento o in un altro. Quindi c’è un’ampia varietà di atteggiamenti da parte di coloro che entrano nel sentiero dello spirito. Di conseguenza, ci sono vari tipi di trappole.

Lasciateci avvicinare a questa domanda, dal punto di vista di un modello da usare, per vedere se siete davvero su un sentiero spirituale. Il modello del sé sul sentiero spirituale è un modello in cui vi focalizzate sull’“io” che voi siete. Ci sono molti usi per questa prima persona singolare. Quando pensate a voi stessi, non pensate sempre di voi stessi come lo stesso sé. Quando pensate a voi stessi come un’entità spirituale su un sentiero, chi siete? Chi è l’“io” che parla per voi, quando siete sul sentiero spirituale? In che modo quella voce, quell’identità, quella persona può essere diversa dall’“io” che parla per voi in ruoli meno ponderati?

Se tutto va bene, quando cominciate a percepire voi stessi come un’entità spirituale, l’“io” che parla per voi comincia ad uscire dalla nebbia dell’“io” di superficie, la personalità superficiale. Il modello che questo strumento (Carla) ha nella sua mente dell’entità sul sentiero spirituale, è un modello in cui lei segue i passi di Gesù il Cristo. Non ha un modello di se stessa come una persona che venera, ma come chi segue l’esempio di un maestro che sembrava sapere precisamente chi era. Egli identificava se stesso come un agente del Creatore. Questo strumento, allora, ha un modello del sé sul sentiero spirituale in cui ha un riferimento oggettivo rispetto a chi è, perché segue un’entità che aveva una certa personalità. Quest’entità (Gesù) identificava se stesso esattamente come il Figlio del Padre, che era occupato con gli affari di suo Padre. Ed è rilevante che quest’entità, con tutte le sue preghiere, non sia mai stato citato come colui che chiedeva venerazione, ma come colui che chiedeva solo di essere seguito.

Quindi, alle entità che stanno guardandosi sul sentiero spirituale, chiediamo piuttosto semplicemente: “Chi siete?” Perché questo è il centro essenziale di ciò che attira le entità sul sentiero della ricerca. Esse diventano consapevoli, che tutta la saggezza che è stata acquisita sin dalle loro esperienze nella culla, non è sufficiente a soddisfare il forte desiderio d’identità e di significato. Si rendono conto che devono partire per un viaggio. Non è un viaggio nel mondo fisico, ma è senza alcun dubbio un viaggio ed è certamente su un sentiero che è comune a tutti i ricercatori.

Per favore, rendetevi conto che, su questo sentiero, non raccogliete tante cose quante ne lasciate cadere. I toni profondi e veri della vostra identità e del vostro giusto processo, arrivano chiaramente, rumorosamente, a volte, tristemente e a volte trionfalmente, ma inequivocabilmente, arriverà un momento – questo strumento (Carla) ama chiamarli “momenti cristallini” – che suona come una campana, con una chiara indicazione di significato e di risonanza e in quel momento, qualsiasi sia la comprensione, è facile, spontaneo; e voi vi rendete conto che avete mietuto il raccolto che è stato nel processo per lungo tempo. Alla fine udite, sentite e vedete il lavoro che avete fatto, ma non sapete mai quando quel momento verrà. Questo è il progresso di chi è sul sentiero spirituale.

Le trappole, per la nuova entità sul sentiero, possono comprendere l’impazienza e l’avidità che questa indica. Queste non sono difficoltà che finiranno o entreranno in una linea laterale alla ricerca spirituale, una tale impazienza però, porterà sul sentiero una creazione che è preparata per rispondere ai vostri bisogni, ma in modo prematuro. Questo significa che, a volte, si deve aspettare. È molto difficile avvolgere la propria mente intorno alla necessità della semplice attesa.

Colui noto come Jim, prima raccontava della sua gioia nel trovare il tempo, durante la stagione di riposo dal suo lavoro, di sedersi e di immergersi nel silenzio, permettendo alla creazione di parlargli. Questa volontà di lasciarsi trasportare nel flusso del momento, è una grande risorsa per tutti i ricercatori. L’entità, Jim, raccontava quando al tramonto si siede e lascia che la luce svanisca lentamente, gradualmente, ascolta i suoni delle creature del giorno mentre si acquietano e ascolta le creature della notte che cominciano a cantare la loro canzone notturna e permette a tutta questa creazione di rotolare davanti ai suoi occhi e, camminando verso casa alla fine di quel momento, si sente curiosamente rinvigorito e ristorato. Questo è uno splendido modello di pazienza da sostenere.

Vi dovete rendere conto che, quando viene posta una domanda orientata spiritualmente, la risposta può arrivare nei quindici secondi successivi, ma può anche arrivare due settimane o due mesi dopo. Le energie sono state messe in moto, e ora bisogna avere fiducia in loro. Muoversi dalla domanda alla fiducia e all’attesa è una grande capacità da imparare. Quando percepite l’impazienza dentro di voi, ricordate gentilmente a voi stessi, che nella ricerca spirituale non esiste il tempo.

Quando il ricercatore diventa più evoluto, quando l’apprendimento accresce l’apprendimento, le trappole del sentiero possono cambiare. Se siete una persona che sente di aver avuto qualche esperienza percorrendo questo sentiero, rendetevi conto che la vostra trappola può essere sapere troppo o sentire che capite. Non c’è veramente fine al sé in evoluzione.  Quando le cose cadono e diventate più capaci di penetrare profondamente entro la vostra coscienza, scoprirete ripetutamente che avete bisogno di rilasciare i concetti dalle loro critiche. Avete bisogno di essere capaci di permettere una nuova introspezione per cambiare la vostra comprensione accuratamente costruita riguardo a voi stessi e al mondo intorno a voi. Non restate aggrappati alla vostra identità o alla vostra conoscenza di fronte alle nuove informazioni. Piuttosto, mettete da parte ciò che sentite di sapere ed entrate totalmente nell’investigazione di ciò che risuona per voi. Non vedetelo come qualcosa che sfida le vostre informazioni, ma vedetelo come qualcosa che vi può aiutare ad evolvere e che mette in uno schema interamente nuovo l’informazione che va ancora bene per voi. Quando l’esperienza aumenta, è come se alcune entità stessero portando in giro la loro intera storia d’esperienze e tentando di aggiungere tutto ciò che è nuovo sulla cima di questa grande pila di informazioni acquisite dall’infanzia e dagli anni precedenti. È una buona idea mantenere la tazza della personalità svuotata, affinché riceva nuovo vino, nuove informazioni.

C’è una certa quantità d’orgoglio che le entità accolgono, a volte, in quante cose hanno imparato, quanti libri hanno letto o filosofie che hanno studiato o sistemi religiosi in cui si sono addentrati e di cui possono parlare. Questo tipo d’orgoglio ha spesso un’influenza debilitante. Incoraggiamo quindi le entità, a relazionarsi sempre tanto semplicemente e direttamente quanto sia possibile alle idee, agli schemi di pensiero, e soprattutto ad entità intorno a loro, che possono tentare di entrare in una conversazione concernente questioni spirituali. In un mondo che si affretta continuamente a così tanti livelli, incoraggiamo un atteggiamento veramente rilassato e leggero rispetto alla seria faccenda della ricerca.

Questo strumento (Carla) è caratteristico di molte entità che si trovano sul sentiero spirituale, per quanto riguarda il suo desiderio e appetito integrati per la devozione. Lei deve essere devota, deve servire, ha questa percezione di essere quasi guidata ad essere come colui noto come Gesù, l’agente del Creatore. Va bene avere quella pressione; non è una buona cosa permettere a quella pressione di farvi affrettare o di farvi diventare ansiosi. Permettete a quella pressione di continuare a motivarvi ma se vi motiva oltre il punto in cui siete pazienti e in cui perdereste il vostro senso della proporzione e dell’umorismo riguardo al vostro sentiero, siete allora entrati in quella particolare trappola d’impazienza e precipitazione.

Ciò che questo vi farà, se gli permettete di guidarvi, è di fare sempre più: provare più discipline, aggiungere una meditazione se non ne avete fatta una quotidianamente, poi aggiungerne un’altra ancora, e poi renderla più lunga, e così via. La fine di una tale ricerca così pressante è che come ricercatori vi bruciate e dovete sedervi al lato del sentiero spirituale per un po’, asciugandovi il sudore della fronte e respirando. A volte ci vogliono anni, affinché un ricercatore esaurito recuperi completamente il suo equilibrio e sia in grado di tornare in un vero processo che sia buono.

Percorrere il sentiero non è una cosa difficile, è più questione del suo essere un viaggio per chi è pronto per una lunga spedizione. Nella maggior parte dei sentieri disponibili c’è un inizio, un mezzo e una fine.    C’è il processo d’apprendimento, in mezzo c’è il punto in cui lavorate duramente, diventate migliori e questo culmina con un lavoro ben fatto, un grado d’educazione guadagnato, una promozione sul lavoro, e così via.

Nel sentiero spirituale, la morte è solo il principio; non ci sono conclusioni, ci sono molti, molti inizi e non c’è fine del mezzo. Siete sempre nel mezzo del sentiero spirituale.

Forse il dono più grande è di sapere di non sapere niente e che vi imbatterete in molte trappole; tuttavia questo non vi distoglierà dal sentiero e quindi non vi farà smarrire. Se avrete bisogno di riposare, anche là al lato della strada sarete in compagnia.

Per quanto riguarda le distrazioni che sono possibili sul sentiero spirituale, non c’è fine alla distrazione. Ma [questo è vero] solo se siete dell’idea di vedere le cose in modo sia spirituale sia mondano. Se fate una demarcazione fra quelle due parti dell’esistenza Terrestre, tutto ciò cui non viene dedicato specificatamente uno studio, potrà essere visto, in qualche modo, come una distrazione.

Tuttavia, vi suggeriamo che tutte le cose che un’entità orientata spiritualmente fa, sono spirituali. Andare in bagno, lavare i piatti, portar fuori la spazzatura, dar da mangiare al gatto: questi compiti comuni e quotidiani sono necessari e non possono essere interpretati per avere alcuna ovvia caratteristica spirituale. Tuttavia questo strumento (Carla), ad esempio, trova modi di conferire a ciascuna di quelle attività una consapevolezza che nel suo carattere è spirituale.

Quale parte della vostra giornata, onestamente, sentite che sia una distrazione e solo quella? Quale cosa potete dire che non ha un valore spirituale? Se potete identificare alcuni di questi elementi, che possono essere visti come distrazioni, forse vi potete sedere e considerare se c’è un modo con cui potete conferire un carattere sacro a questi compiti che viene dal servizio, dall’amore e da una consapevolezza di chi è il sé nel senso spirituale. Secondo noi, non c’è una vera distrazione in un’entità il cui cuore è concentrato sul Creatore, perché ogni singola azione che è disponibile per essere scelta da un’entità ha il potenziale per essere vista in una luce spirituale.

Un aspetto del sentiero spirituale che citiamo prima di aprire l’incontro alle domande, è semplicemente l’aspetto del silenzio contro il suono, la vacuità contro il contenuto, poiché coloro che si trovano sul sentiero spirituale entro la vostra cultura, arrivano a quel sentiero da una cultura molto ricca di contenuti. È interessante notare che, entro tutti questi contenuti, i critici della cultura, spesso commentano la vacuità di quel contenuto, l’illusione che crea e la natura illusoria dell’immagine-dopo-immagine-dopo-immagine che crea il contenuto, qualunque sia il mezzo di tali immagini: televisione, radio, giornale o computer.

Una parte molto grande del mondo ha influenze culturali che conducono più verso l’apprezzamento del silenzio, che sembra mancare di contenuto, e che, tuttavia, contiene un significato infinito. Nella vostra cultura ricca di contenuti, il significato stesso è spesso perso. Di conseguenza, se voi avete la natura che apprezza il contenuto, vi suggeriamo di scegliere il vostro contenuto, poiché, davvero, ci sono molte trappole, se parlate di questo in quel modo, per chi sta tentando di trarre significato dagli aspetti superficiali della vostra cultura, come è visto in televisione o letto sul giornale. Non cadete nella trappola dell’assegnare troppo significato a quelle cose che sono sulla superficie. Permettete al significato di essere un mistero ed al silenzio di essere il vostro maestro.

Vi ringraziamo per questa domanda e sentiamo che, forse, abbiamo parlato a sufficienza. Ora apriamo l’incontro ad ulteriori domande, se ce ne sono. C’è un’altra domanda, ora?

G: Q’uo, io ne ho una e mi scuso per la sua lunghezza, ma la sua risposta dovrebbe essere semplice, ed è più facile leggere direttamente dal foglio.

(Leggendo) Q’uo, mentre proseguo lungo il mio sentiero, sperimento un fenomeno che può essere descritto come la luce che diventa più brillante e l’oscurità che diventa più scura. Sento che sto sperimentando gli estremi di ciò che può essere opportunamente descritto come uno spettro di sensazioni. Da una parte, sento che la forza, la vitalità e la percezione spirituale aumentano nei momenti in cui, fondamentalmente, tutta la letteratura spirituale che è volta verso la verità, non solo ha un senso per me, ma diventa viva, una realtà viva e fluente. E di conseguenza mi sento più rafforzato attraverso l’auto-consapevolezza per chiamare ed invocare le forze superiori, affinché trasformino il mio sé inferiore.

Dall’altro lato, sento in modo persino più accentuato il mio lato oscuro: quello che ha apparentemente reazioni più cattive a situazioni che creano asprezza e amarezza dentro di me. Ciò che non so è se un’ombra sta crescendo in me in modo più forte, mentre mi volgo verso la luce perché tralascio di essere cosciente di certi aspetti dei miei schemi o se è un caso in cui sto semplicemente diventando più consapevole dell’ombra che è già dentro di me ed è stata con me, viva e funzionante senza che la mia consapevolezza cosciente la trasformasse. Puoi aiutarmi a capire se è una consapevolezza di ciò che è già lì, o è l’ulteriore creazione di pensiero distorto dentro la mia mente?

Siamo quelli di Q’uo, e siamo consapevoli della tua domanda, fratello mio. Il concetto del sé ombra (lato oscuro) è molto utile nel tentare di indossare i tuoi panni come essere. È difficile essere assorbiti da questa idea del sé ombra. Forse se lo chiamassimo sé “circolare” potrebbe essere più facile vedere la costruzione dell’essere, perché ognuno di noi, noi e voi, siamo esseri che ripetono tutti gli aspetti della creazione e del Creatore. Quando hai raggiunto la terza densità, hai fatto un’eccezionale mescolanza d’esperienze. Sei stato elementale, sei stato vegetale, sei stato animale; ora sei un animale con una coscienza, fondamentalmente, e lotti per andare oltre. Noi siamo stati persino più raffinati dall’esperienza, tuttavia abbiamo il sé “circolare”, proprio come voi.

Cosa c’è nella creazione? Qualsiasi cosa vedi, questa è “tu”. Qualsiasi assassino nel quartiere è “tu”. Qualsiasi ladro sulla banchina è “tu”. Qualsiasi eroe che ha appena salvato il mondo, è “tu”. Tu sei il soldato, sei il sostegno economico della famiglia, sei la madre che aspetta un bambino, tu sei tutto. E non arrivi a scegliere se dentro di te c’è il cosiddetto bene o male. Hai tutto. Le critiche e la disciplina del genitore per il figlio, tentano di allenare il bambino in modo che si comporti bene e tu hai imparato a comportarti bene. Amare va bene, cercare la luce, sei stato sempre più capace di metterti in situazioni e ambienti in cui eri capace di vivere dalla parte soleggiata del sé, gioendo del servizio, dell’apprendimento e della devozione. E queste cose riguardo a te e a tutte le entità sono vere. Tuttavia, ugualmente vero è che il sé non trae incoraggiamento dalla virtù.

Lo hai ancora, e sempre lo avrai (il sé ombra). È parte della forza di chi sei. Non potresti essere una persona completa e andare avanti senza il sé “circolare”. Niente viene tralasciato mentre ti evolvi. Si sistema in modo sempre più utile mentre impari ad equilibrare te stesso, chakra per chakra, questione per questione e momento per momento. Sei sempre nel flusso, quindi questi momenti in cui diventi consapevole della parte cosiddetta cattiva di te stesso, vengono e vanno. E, a volte, è abbastanza sconcertante diventare consapevoli di pensieri particolarmente articolati ed eloquenti, rabbiosi o irritati. Percepisci te stesso mentre pensi un pensiero odioso che non è affatto giusto e non sarà mai detto a voce alta e ti chiedi da dove è venuto e se il male dentro di te sta, in qualche modo, crescendo. Ti assicuriamo che non sta crescendo. È sempre stato lì. Ha scelto questo particolare momento per rivelarsi ed è un dono per te del sé al sé. Prendilo seriamente, osservalo attentamente e vedi, se puoi, dove si trova il fattore scatenante che ha generato questo particolare lato di te stesso.

Possiamo risponderti ulteriormente, fratello mio?

G: No, grazie, Q’uo. Andava benissimo.

Ringraziamo te, fratello mio. C’è un’altra domanda, ora?

S: Ho una domanda a cui sto pensando da qualche tempo. Se volessi recuperare tutta la conoscenza e la saggezza di tutte le vite che ho vissuto, in che modo potrei farlo?

Siamo quelli di Q’uo, e siamo consapevoli della tua domanda, fratello mio. Stai facendo questa domanda entro l’incarnazione di terza-densità, e la nostra risposta più breve è che potresti essere in grado di recuperare quell’informazione…

(La prima parte del nastro termina)

(Canalizza Carla)

… immediatamente, in seguito al tuo attraversamento della porta della morte. Una volta attraversata quella porta, riunito con la piena coscienza e la piena comunicazione con il tuo sé superiore, avresti la memoria inalterata di tutto ciò che sei stato e, davvero, tutto ciò che sarai nel futuro. Entro la terza densità, non è considerata una cosa utile avere l’intera scala dell’informazione disponibile. È considerato, come sai, molto più utile che una cortina prudente sia accostata su tutte le esperienze precedenti, affinché tu possa scoprire l’incarnazione particolare in cui sei coinvolto, e darle la seria considerazione che merita, per conto suo.

I modi per penetrare il velo dell’oblio, entro l’incarnazione sono limitati. C’è il processo del sogno e chi lavora con i sogni è spesso in grado di recuperare memoria delle vite passate, mentre si trovano, in modo graduale, in paesaggi di sogno che costituiscono un ambiente diverso che comincia ad avere una propria realtà.

Il modo più comune in cui le entità sono in grado di recuperare le informazioni da vite passate è il contatto della mente profonda, attraverso la mente conscia che viene fatto in sedute di ipnosi regressiva in cui, con l’aiuto di un ipnotizzatore, il sé viene riportato indietro a prima della nascita, a vite precedenti e le domande che vengono fatte, permettono alla persona di recuperare alcune di quelle memorie.

Possiamo risponderti ulteriormente, fratello mio?

S: Questo mi dà materiale a sufficienza su cui riflettere. Grazie.

Ringraziamo te, fratello mio. C’è un’altra domanda, ora?

T: Q’uo, non so se sei in grado di rispondere a questa domanda. L’immagine che ho ricevuto questa mattina, quando mi sono svegliato, è un simbolo del mio bisogno di purificazione.

Siamo quelli di Q’uo, e siamo consapevoli della tua domanda, fratello mio. Ci scontriamo totalmente con il libero arbitrio in questa questione, fratello mio, e non siamo in grado di offrire informazioni, tranne che incoraggiarti a seguire la linea di pensiero su cui ti muovi, poiché sentiamo che sei in un posto in cui si trova molto materiale e ti incoraggiamo ad esplorarlo.

Possiamo risponderti ulteriormente?

T: No, grazie, Q’uo. Comprendo.

Apprezziamo la tua comprensione, fratello mio. A volte possiamo offrire solo piccole informazioni e ci scusiamo per questo. C’è una domanda finale, ora?

[…]

Vi lasciamo ora, nell’amore e nella luce dell’Uno Infinito Creatore. È stato un grande piacere stare con voi e condividere le vostre vibrazioni. Vi ringraziamo. Siamo quelli di Q’uo. Vi lasciamo nell’amore e nella luce dell’Uno Infinito Creatore. Adonai. Adonai vasu.

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Trascrizione originale in inglese: http://www.llresearch.org/transcripts/issues/2005/2005_0116.htm

Tradotto da Susanna Angela per StazioneCeleste

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