)*(Stazione Celeste)
Gibran e il Profeta
-Tratto dalla edizone "Superbur" de "Il Profeta"
E' da molto tempo oggetto di congetture quale fosse il momento preciso in cui Gibran pensò per la prima volta al Profeta e quando ne cominciasse la stesura. Secondo Mary Haskell*, egli sosteneva di possedere "l'originale arabo dell'opera, in forma elementare, scritto quando aveva sedici anni" anche se di tale originale non è mai stata trovata traccia....
*Nota: Mary Haskell, direttrice e proprietaria della Cambridge School, organizzo una mostra dei quadri di Gibran, e divenne in seguito sua confidente, mecenate e beneffatrice.
Non c'è nessuna prova che Gibran lavorasse al Profeta prima del giugno 1912 quando secondo Mary Haskell "Trovò il primo tema del suo Dio dell'Isola".....
Quindi per completarlo gli servirono almeno undici anni, durante i quali Gibran lo sospese più volte per comporre altre opere......
Dalla testimonianza della stessa Mary apprendiamo che la loro collaborazione letteraria iniziò nel giugno 1914 a partire da tale data egli la consultò per la maggior parte delle parabole e di alcuni altri poemi e di molti sermoni del Profeta allorchè pubblicato nel 1923 segnò anche la fine della loro collaborazione....
All'origine dovevano esserci ventuno consigli , che furono alla fine portati a ventisei.....
Gibran del Profeta disse:
Io non sto tentando di scrivere poesia. Sto invece provando di esprimere dei pensieri. Voglio che il ritmo e le parole siano giusti in modo che non li si noti, ma penetrino come acqua nella stoffa; e il pensiero sia ciò che vi si imprime...
In una lettera a May Ziadah*, datata 9 novembre 1919 l'autore tentava di spiegare come l'idea si fosse fatta strada il lui:
Quanto al Profeta _ è un libro che ho pensato di scrivere mille anni fa, ma fino alla fine dello scorso anno non ne avevo messo sulla carta neppure un capitolo. Che cosa posso dirti di questo profeta?? Egli è la mia rinascita e il mio primo primo battesimo. il solo pensiero in me che mi rende degno di stare alla luce del sole. Perchè questo profeta mi aveva già "scritto" prima che io tentassi di "scrivere" lui, mi aveva già creato prima che io lo creassi, mi aveva silenziosamente instradato in modo che potessi seguirlo per settemila leghe prima di comparirmi davanti a dettarmi i suoi desideri e le sue inclinazioni. ....
*Nota: Circa nel 1914 Gibran iniziò la corrispondenza con May Ziadah una giovane scrittrice libanese residente in Egitto, nei successivi vent'anni si sarebbe sviluppato tra di loro un rapporto sraordinario , una storia d'amore vissuta esclusivamente per corrispondenza, senza che loro si incontrassero mai.
Dopo la pubblicazione del opera l'autore scriveva ancora a May:
Questo libro è solo un piccolo frammento di ciò che ho visto e di ciò che vedo. E' solo un piccolo frammento delle cose che vorrebbero uscire dai cuori silenziosi degli uomini e dalle loro anime....
Egli sintetizzo così lo scopo del suo librò:
Tutto il profeta dice solo un unica cosa " Sei molto molto più grande di quanto tu non sappia - e Tutto è bene"
"Io sono un creatore di simboli" si dice che Gibran l'avesse fatto notare ad un suo amico e compagno di studi.
Benchè derivato da molte fonti il simbolismo di Gibran è suo proprio Usava simboli solo per trasmettere con maggior forza possibile i suoi messaggi
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| Simbolismo | Spiegazione del significato | |
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| alba | fonte di conoscenza | |
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| mare | il grande spirito del io più grande | |
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| etere | libertà | |
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| una goccia senza confini verso l'infinito oceano | l'io che anela a tornare alla sua fonte | |
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| lanterna | l'io che è pieno di consapevolezza e perciò ricettivo all'ispirazione | |
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| case | tradizioni che ci rendono schiavi | |
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| corpo più grande |
la natura,la foresta, il mondo delle libertà |
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| figli dello spazio | coloro che sono stati liberati dai ceppi del materialismo | |
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| canti e silenzi della notte | ispirazione | |
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| vestitii | Attaccamento a tradizioni obsolete | |
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| sole e vento | libertà e indipendenza | |
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| vento del nord | la forza delle tradizioni che ci rendono schiavi | |
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| io divino io immenso |
l'onnipotente verso il quale tutte le anime anelano, Dio in noi |
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| sorgente | vita movimentata da misteri continui e insondabili | |
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| l'orecchio del proprio orecchio | intuito | |
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| tempio invisibile | il tempio dell'anima | |
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| velo | animo, ignoranza e ignoto | |
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| il silenzio più grande | la morte | |
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| nebbia | mistero ed eternità | |
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| gigantesca coperta di fiori di melo | Dio | |
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| monti | le dimensioni del pensiero e del ispirazione | |
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| cristallo | chiarezza | |
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| sogno | vita sulla terra | |
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| torre nel cielo | speranza di un futuro di appagamento spirituale | |
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fonte: http://digilander.libero.it/Nuvolotta60/gibran/textprof/lifegjk.htm