Avvenire onLine

Il mondo visto da un oblò(g)

a cura di R. Spagnolo

 
 
10 Novembre 2006 
 
Contatto umano cercasi via Web

Gli esperti di comunicazione non verbale la chiamano bubble, "la bolla": è il nostro spazio personale più intimo, quello in cui ammettiamo solo le persone di cui ci fidiamo; lasciando tutte le altre a distanza, diciamo, di un avambraccio. A infrangere pacificamente la vostra bolla, questa domenica, potrebbero essere persone che incontrerete per strada: avranno un cartello con la scritta "abbracci gratis", o qualcosa del genere, e proveranno a scambiare con voi una stretta affettuosa. Niente paura: è solo il Free Hugs Day, il "Giorno degli abbracci liberi". Nelle intenzioni, un modo per regalare affetto e far riscoprire il valore del contatto umano contro il logorio della vita moderna. Più nel dettaglio, ma in quattro parole:
1) "Juan Mann": è il nome (o lo pseudonimo?) di chi si è inventato il tutto. Lui stesso racconta: un giorno, costretto da problemi imprecisati a lasciare Londra per tornare nella natia Australia, atterra a Sydney col suo bagaglio di effetti e tormenti personali; nella sua solitudine, guarda con mestizia viaggiatori e parenti che si scambiano effusioni e sorrisi. Così, decide di piazzarsi a un angolo di strada con un cartello che dice solo "Free Hugs": non chiede elemosina, dispensa abbracci. Dopo un quarto d’ora, una donna si ferma e gli racconta i suoi problemi. Segue fraterno abbraccio, segue idea di rilanciare la cosa su vasta scala;
2) "hugs": in inglese significa "abbracci", per l’appunto. Quelli tra sconosciuti agli americani devono piacere da matti, se è vero che già da qualche anno si sono inventati i "Cuddle Party": feste a base di coccole per combattere la solitudine metropolitana. Ma gli americani stavolta non c’entrano. O almeno, sono arrivati dopo;
3) Internet: c’entra, c’entra sempre. Su YouTube.com è comparso, neanche due mesi fa, il video con cui Juan Mann ha dato il via alla "Free Hugs Campaign": finora è stato visto quasi 6 milioni di volte e ha fatto proseliti in varie città del mondo. In Rete, i siti di riferimento sono http://www.freehugscampaign.org/ e, per l’Italia, http://www.abbracciliberi.it/ e http://www.abbracci-gratis.it/. Li si può consultare per sapere in quali strade vengono organizzate le sessioni di libero abbraccio e, volendo, passare in zona. O evitarla, se si è molto gelosi del proprio spazio intimo;
4) "boom": è una delle parole che i nostri Tg e alcuni quotidiani on line – sempre più folgorati sulla via di YouTube – hanno già speso o spenderanno sull’argomento, insieme a espressioni consolidate come "web mania" o "dilaga" e al logoro "tutti pazzi per". Personalmente, preferisco un asettico "iniziativa" e, se proprio, azzardo un "innocua". In attesa di vedere se davvero riuscirà a invadere affettuosamente le bolle altrui. O se in una bolla si risolverà.