martedi 26.12.2006

In decine di città italiane si è svolta la giornata nazionale delle "effusioni"
Un evento che sarà ripetuto il 31 dicembre: "Un modo per stare insieme alla gente"

L'Italia si abbraccia in piazza
"E' Natale, facciamo la pace"


<B>L'Italia si abbraccia in piazza<br>"E' Natale, facciamo la pace" </B>

di TULLIA FABIANI
Da nord a sud; dai bambini ai nonni; dai conoscenti agli estranei. Abbracci per tutti. Gratis e con tanti auguri. Del resto è Natale e una giornata dedicata alle effusioni in segno di pace e speranza, ci sta particolarmente bene. Per questo, dopo gli appuntamenti sparsi nelle varie città, ieri è stato il giorno della sincronia: la giornata nazionale degli abbracci. In decine di piazze italiane, dalla mattinata e fino al tardo pomeriggio a seconda della località, centinaia di ragazzi hanno allargato le braccia e stretto chiunque; "un gesto di apertura del cuore", dicono; "un modo diverso di stare in mezzo alle persone" dice Federico Palumbo, curatore degli incontri romani e dell'evento nazionale; in cambio solo la richiesta di reciprocità: chi ha ricevuto deve dare. Questo vuol dire donare a sua volta tre abbracci. E, fatta la moltiplicazione, allargare a dismisura la portata benefica della stretta.

Insomma qualcuno potrebbe trovare il pretesto giusto per pacificarsi dopo una lite; qualcun altro sentire una scossa e scoprirsi innamorato poco dopo; qualcun altro scaricare la tensione e appoggiare per un po' il peso delle borse dello shopping sulle spalle dell'abbracciato.


Favorevoli e contrari. Le motivazioni - a parte i principi degli ideatori di 'Free Hughs' - possono essere varie; così come le reazioni che non risparmiano affatto sorprese. E i dispensatori, volontari e attivati dal passaparola, lo sanno bene: "Ho cominciato a scorrazzare su e giù con altri abbracciatori alle 11 e 30 e a dare abbracci - racconta Elisabetta Pendola, impegnata a Firenze - ho finito alle 14.00. Avrò abbracciato almeno 200 persone. All'inizio qualcuno aveva paura che fossimo lì tipo per rubargli il portafoglio - continua la ragazza - ma poi li guardavo in faccia e gli facevo gli occhi dolci. C'è chi ci ha fatto i complimenti per la splendida iniziativa. Solo quando una signora con un passeggino mi ha risposto acida che 'ero io la disgraziata che aveva bisogno di abbracci e che lei proprio non ne aveva bisognò mi ha un po' demoralizzato. Le ho risposto, 'Beata lei, buon Natale'. Ma a parte questo episodio la mattinata è andata benissimo".

Ad ascoltare le testimonianze dei protagonisti "quelli che si facevano abbracciare di più e con più calore erano le coppie di ragazzi sui 20/30 anni; le mamme e nonne in giro per shopping, i signori di 60 anni e i papà coi bambini, ma anche gruppi di ragazzi liceali e studentesse, e molti stranieri" a cui venivano mostrati i cartelli con la scritta 'Free Hugs'. Poi c'è chi sfugge alla stretta e allunga il passo; chi tentenna borbottando; chi si apposta da una parte e rimane a guardare.

"A Genova le persone, stupite e attonite a volte scappavano, a volte ci abbracciavano a volte sorridevano, a volte ci mandavano a quel paese - racconta Paolo - una signora si è avvicinata tutta seria verso di me, ha visto il cartello e si è fatta ancora più seria e accigliata. Le ho sorriso e le ho detto: signora non faccia quella espressione che le vengono le rughe. Dopo tre secondi è scoppiata a ridere, mi ha abbracciato e ringraziato".

Le impressioni sono buone, comunque, nella maggior parte dei casi e i consensi all'idea sono la maggioranza: "Per me è stata la prima esperienza, ma non l'ultima visti i risultati - dichiara Tiziana, distributrice di abbracci a Napoli - sono stata in piazza del Plebiscito in compagnia di due miei amici che ho coinvolto, Peppe e Marco. Abbiamo abbracciato decine e decine di persone, tra l'ilarità, lo scetticismo e la gioia di grandi e piccini. Mi spiace solo non aver potuto filmare la cosa. Ma la prossima volta m'attrezzo".

I prossimi abbracci. La prossima volta potrebbe essere tra qualche giorno. "Il 31 Dicembre stiamo lavorando alla giornata internazionale degli abbracci e in Italia saremo presenti in tante città - spiega Palombo - per me è un modo di aprire il cuore, di costruire amicizie e diffondere un messaggio di amore. È un gesto di pace. E penso che oggi ce ne sia bisogno". A Roma sta diventando consuetudine: gli appuntamenti sono frequenti a piazza del Popolo; per la giornata nazionale del 23 dicembre abbracci gratis anche a piazza Navona. E chissà se la Befana, per la sua festa, non chieda il bis.

(24 dicembre 2006)

 

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