In decine di città italiane si è svolta
la giornata nazionale delle "effusioni"
Un evento che sarà
ripetuto il 31 dicembre: "Un modo per stare insieme alla gente"
L'Italia si abbraccia in piazza
"E'
Natale, facciamo la pace"
di TULLIA FABIANI
Da nord a sud; dai bambini ai nonni; dai conoscenti agli
estranei. Abbracci per tutti. Gratis e con tanti auguri. Del resto è
Natale e una giornata dedicata alle effusioni in segno di pace e
speranza, ci sta particolarmente bene. Per questo, dopo gli
appuntamenti sparsi nelle varie città, ieri è stato il giorno della
sincronia: la giornata nazionale degli abbracci. In decine di piazze
italiane, dalla mattinata e fino al tardo pomeriggio a seconda della
località, centinaia di ragazzi hanno allargato le braccia e stretto
chiunque; "un gesto di apertura del cuore", dicono; "un modo diverso
di stare in mezzo alle persone" dice Federico Palumbo, curatore
degli incontri romani e dell'evento nazionale; in cambio solo la
richiesta di reciprocità: chi ha ricevuto deve dare. Questo vuol
dire donare a sua volta tre abbracci. E, fatta la moltiplicazione,
allargare a dismisura la portata benefica della stretta.
Insomma qualcuno potrebbe trovare il pretesto giusto per pacificarsi
dopo una lite; qualcun altro sentire una scossa e scoprirsi
innamorato poco dopo; qualcun altro scaricare la tensione e
appoggiare per un po' il peso delle borse dello shopping sulle
spalle dell'abbracciato.
Favorevoli e contrari.
Le motivazioni - a parte i principi degli ideatori di 'Free Hughs' -
possono essere varie; così come le reazioni che non risparmiano
affatto sorprese. E i dispensatori, volontari e attivati dal
passaparola, lo sanno bene: "Ho cominciato a scorrazzare su e giù
con altri abbracciatori alle 11 e 30 e a dare abbracci - racconta
Elisabetta Pendola, impegnata a Firenze - ho finito alle 14.00. Avrò
abbracciato almeno 200 persone. All'inizio qualcuno aveva paura che
fossimo lì tipo per rubargli il portafoglio - continua la ragazza -
ma poi li guardavo in faccia e gli facevo gli occhi dolci. C'è chi
ci ha fatto i complimenti per la splendida iniziativa. Solo quando
una signora con un passeggino mi ha risposto acida che 'ero io la
disgraziata che aveva bisogno di abbracci e che lei proprio non ne
aveva bisognò mi ha un po' demoralizzato. Le ho risposto, 'Beata
lei, buon Natale'. Ma a parte questo episodio la mattinata è andata
benissimo".
Ad ascoltare le testimonianze dei protagonisti "quelli
che si facevano abbracciare di più e con più calore erano le coppie
di ragazzi sui 20/30 anni; le mamme e nonne in giro per shopping, i
signori di 60 anni e i papà coi bambini, ma anche gruppi di ragazzi
liceali e studentesse, e molti stranieri" a cui venivano mostrati i
cartelli con la scritta 'Free Hugs'. Poi c'è chi sfugge alla stretta
e allunga il passo; chi tentenna borbottando; chi si apposta da una
parte e rimane a guardare.
"A Genova le persone, stupite e
attonite a volte scappavano, a volte ci abbracciavano a volte
sorridevano, a volte ci mandavano a quel paese - racconta Paolo -
una signora si è avvicinata tutta seria verso di me, ha visto il
cartello e si è fatta ancora più seria e accigliata. Le ho sorriso e
le ho detto: signora non faccia quella espressione che le vengono le
rughe. Dopo tre secondi è scoppiata a ridere, mi ha abbracciato e
ringraziato".
Le impressioni sono buone, comunque, nella
maggior parte dei casi e i consensi all'idea sono la maggioranza:
"Per me è stata la prima esperienza, ma non l'ultima visti i
risultati - dichiara Tiziana, distributrice di abbracci a Napoli -
sono stata in piazza del Plebiscito in compagnia di due miei amici
che ho coinvolto, Peppe e Marco. Abbiamo abbracciato decine e decine
di persone, tra l'ilarità, lo scetticismo e la gioia di grandi e
piccini. Mi spiace solo non aver potuto filmare la cosa. Ma la
prossima volta m'attrezzo".
I prossimi
abbracci. La prossima volta potrebbe essere tra qualche giorno.
"Il 31 Dicembre stiamo lavorando alla giornata internazionale degli
abbracci e in Italia saremo presenti in tante città - spiega Palombo
- per me è un modo di aprire il cuore, di costruire amicizie e
diffondere un messaggio di amore. È un gesto di pace. E penso che
oggi ce ne sia bisogno". A Roma sta diventando consuetudine: gli
appuntamenti sono frequenti a piazza del Popolo; per la giornata
nazionale del 23 dicembre abbracci gratis anche a piazza Navona. E
chissà se la Befana, per la sua festa, non chieda il bis.
(24 dicembre 2006)