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Il Mondo di Camila
La mia prima volta a san siro. Senza musica
È stata la prima volta. Voglio dire, mi era già capitato di entrare a san siro, di solito per concerti, ma mai per vedere una partita di calcio. Settimana scorsa un mio amico mi ha invitata... Giocava il milan. Mi sembrava di assistere a un rito sacro di massa, una determinata parola d’ordine ti assicurava il passaggio nell’area successiva, evidentemente un po’ più esclusiva di quella precedente, come fossero dei gironi misteriosi. Il pass rosso era il lascia passare per accedere da una porta speciale, il braccialetto verde ti serviva per arrivare al buffet, un ulteriore pass giallo ti consacrava eletto per l’accesso a una stanzetta di legno in tribuna con frutta, formaggi e bagno privato.

Mi aveva preparato, l’amico, mi aveva detto che un gol equivale un po’ all’atto catartico di un amplesso... ah. Io mi sono persa buona parte del match (e quindi degli pseudo-amplessi) perchè rapita dalla forza dei cori e delle coreografie in perfetto sinc della curva. Che spettacolo! Mi rendo conto che per alcuni di voi queste potrebbero essere delle cose scontate e banali, ma c’è sempre una prima volta, in tutto. Certo, non credo che sentirò il bisogno di ripetere l’esperienza a breve, però ne è valsa la pena. Pensavo di ricambiare la gentilezza del mio amico invitandolo a un evento particolare...

Domenica 12 novembre in piazza duomo verso le 11 ci sarà il «dai un abbraccio in regalo day» fa parte di una serie di iniziative di questo originale movimento che crede nella forza dell’abbraccio incondizionato come scambio di energia tra estranei. È già stato un successo in svariate città del mondo. Si chiama «free hug». Chissà come andrà, sarà interessante osservare tanti milanesi all’opera... anche perché, diciamocelo, non ci distinguiamo propriamente per il nostro calore!! Bè in quanto a originalità il mio amico non potrà trovare nulla da dirmi, se mi rivolgerà o meno la parola dopo la seduta di «abbracci liberi» questo non lo so, ma tentar...
di Camila Raznovich