E’ iniziata a Sydney, ha fatto
il giro di tutto il mondo e i “seguaci” aumentano
Milano, 9 mag. – Era l’agosto del
2004, quando un uomo, identificato con lo pseudonimo di Jaun Mann
(pronunciato “one man”) percorreva Pitt Street Mall, una via del
centro di Sydney, con un cartello in mano che riportava la scritta
“Hugs Free”. Lungo la via venivano “distribuiti”
abbracci gratis ai passanti.
Nel settembre 2006, grazie a un video su
Youtube, l’iniziativa di Juan prende piede facendo il giro
del mondo. Il video mostra Mann che cammina per Sydney con il suo
cartello sulle note di "All the Same", canzone dei Sick Puppies.
L’iniziativa di Juan non è stata però una campagna senza intoppi,
infatti, dopo un po’ di tempo la polizia ha bloccato Mann perchè non
in possesso dell’assicurazione di responsabilità necessaria
“all’attività”.
E’ iniziata, così, una petizione che, grazie a
10mila firme, ha risolto la questione rimandando a casa i
poliziotti, non prima di essere stati abbracciati.
Lo stesso
successo non è stato ottenuto da Baigu, un 24enne, che ha provato a
regalare abbracci nella città di Shangai, ma è stato preso e
trattenuto dalla polizia.
In Cina gli abbracci gratuiti non sono
ancora ammessi dalla legge.
Era il 22 settembre del 2006, quando è stato caricato il video
che ad oggi è stato visto da più di 5 milioni di persone nel mondo.
Le stesse persone che hanno trasformato i "free hugs" in una sorta
di movimento internazionale, nato spontaneamente e
che ha già coinvolto 24 nazioni.
La campagna è un esempio di
quanto possa fare un semplice atto di gentilezza, realizzato da
qualcuno con il solo obiettivo di far sentire gli altri meglio
offrendo un atto casuale di gentilezza disinteressata, o più
semplicemente un “contatto”.
Un grande abbraccio che gira per il
mondo.
Gli “abbracci gratis” sono sbarcati anche in
diverse città italiane. Bari e Milano sono state le prime
protagoniste, che hanno fatto da sfondo a momenti di calore umano,
offerto senza nulla in cambio.
Dopo qualche reticenza gli
abbracci gratis hanno fatto proseliti anche in
Italia.
L’ultimo episodio è avvenuto pochi giorni fa in via
Melchiorre Gioia a Milano, dove un ragazzo, fermo nei
pressi della metropolitana, girava su e giù, con il suo cartello che
riportava la scritta bilingue “abbracci gratis – free hugs”.
Dopo esser venuto a conoscenza di questa campagna, ha deciso
anche lui di regalare un gesto che ormai sembra essere così in
“disuso” soprattutto in una città come Milano.
“In un periodo di così tanta indifferenza,
distacco a volte, un abbraccio è tutto ciò di cui abbiamo
bisogno” ha affermato F. di Varese, che ha chiesto l’anonimato,
preferendo lo pseudonimo one man, “perchè tutti
possiamo essere portatori di un gesto semplice e gentile, come
l’abbraccio, senza bisogno di un'identità precisa” ha spiegato in
seguito.
Un contributo il suo, che si è ripromesso di dare,
insieme ad altri ogni prima domenica del mese in
piazza Duomo a Milano, con la speranza che un abbraccio possa essere
“l’inizio di qualche cambiamento” e la “risoluzione di molti
problemi”.
di Valentina Pellegrino
valentina.pellegrino@voceditalia.it